Foto Incontro La famiglia nel bosco - 18.12.2025

Forme di selvaticità domestica: la famiglia nel bosco. Un incontro con il sindaco di Palmoli (CH) Giuseppe Masciulli 18.12.2025

“La verità è che per l’uomo moderatamente povero la casa è l’unico luogo libero. Anzi, è l’unico luogo anarchico. È l’unico ritaglio di terra dove un uomo può cambiare gli accordi all’improvviso, fare esperimenti e concedersi dei capricci.” Erano questi i termini entro i quali lo scrittore Chesterton nel suo romanzo parlava delle caratteristiche del vivere in famiglia e abitare una casa: quelle di una piena libertà espressiva che lui definiva “selvaticità domestica”. Questa possibilità però, non preclude un necessario e inevitabile isolamento, anzi al contrario, l’individuo che vive in famiglia è coinvolto in un tessuto di relazioni che non terminano fuori dalle mura della casa, ma continuano anche all’interno legando i membri di questa piccola e prima comunità di cui si fa esperienza da un senso di condivisione.

Questo frammento è stato riportato da Annalisa Teggi, collaboratrice del settimanale Tempi, in merito alla vicenda che ha contaminato i media nazionali e no, scivolando quasi da cronaca al pettegolezzo, della famiglia nel bosco della città di Palmoli (CH) in Abruzzo. In occasione dell’incontro organizzato da Fondazione Zanotti il 18 dicembre 2025 che ha avuto come ospite il sindaco Giuseppe Masciulli, Annalisa ha portato alla luce, infatti, una riflessione che accomuna tutti noi, a prescindere dal contesto di provenienza: la famiglia riesce ad essere davvero una forma di selvaticità? In un mondo pieno di regole, la famiglia è ancora l’unico luogo dove fare esperienza della propria libertà insieme agli altri?

Foto Incontro La famiglia nel bosco - 18.12.2025

Le riflessioni che hanno dato origine all’incontro, infatti, che partivano da queste domande, si sono scontrate anche con i limiti dello Stato e soprattutto su chi siano i reali responsabili dell’educazione dei figli, generando nuovi interrogativi: chi decide quale sia il futuro migliore per i nostri figli? Con quali limiti? A quali condizioni? Il sindaco Giuseppe Masciulli ha aperto l’incontro con un breve riassunto in ordine cronologico degli avvenimenti nell’ultimo anno della famiglia, a partire dall’intossicazione da funghi, passando per la casa sostitutiva che è stata abitata per qualche mese in attesa della sentenza definitiva fino alla sottrazione ultima dei figli ai genitori. La sua testimonianza è stata preziosa per il suo essere una fonte diretta di informazione, senza le deviazioni giornalistiche e i suoi buchi di trama. Egli ha voluto sottolineare, infatti, come il problema principale alla base della vicenda sia di carattere culturale e il motivo della risonanza mediatica che ha avuto questo fatto di cronaca sarebbe da ricercare propriamente in questo suo essere un crocevia di riflessioni e opinioni.

La famiglia nel bosco è stata oggetto di discussione per essere un fatto atipico, non trattandosi di una situazione in cui i bambini sono vittime di genitori violenti, che fanno uso di sostanze stupefacenti o di alcol. Si tratta di una situazione appunto in cui i bambini erano perfettamente inseriti nel loro nucleo famigliare e vivevano una realtà di amore e protezione. Proprio per questo motivo il sindaco sottolinea come il problema sia di origine culturale: la famiglia ha diritto a crescere i figli secondo la propria concezione di vita o lo Stato deve intervenire? Fin dove arriva il diritto della famiglia e dove quello dello Stato? Annalisa Teggi, ha voluto aggiungere come questa vicenda a partire dal suo essere una possibilità di discussione su questi temi sia scivolata sempre di più nel pettegolezzo, e i termini del discorso si siano orientati su futili argomenti (ad esempio che tipo di spazzolino utilizzano i bambini).

Annalisa afferma infatti “ci siamo giocati un’opportunità di presenza di cose vissute”, in un momento in cui era stata offerta la situazione per approfondire alcune tematiche di ordine pubblico e sociale. Masciulli ha voluto constatare inoltre come ci sia un altro atteggiamento che tende a ricorrere, e riguarda il voler insegnare a questa famiglia come si deve vivere, secondo principi da “Stato etico”. Essendo molto contrario a questa modalità di governo, egli sottolinea come secondo lui il Comune e le altre istituzioni dello Stato debbano essere di supporto alla famiglia e non tendere a imporre un proprio modo di vedere la vita, l’istruzione dei figli e la loro socializzazione. L’incontro è stato una possibilità di avere un nuovo sguardo sulla vicenda e di parlare di questi temi in maniera più ampia tenendo conto soprattutto del valore umano di coloro che ne sono stati coinvolti.

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